L'estate 2012 potrebbe essere annoverata tra le più calde del secolo. Inoltre il tutto è aggravato da una grave crisi idrica che sta investendo buona parte del Paese, con una siccità grave conclamata su alcune regioni in particolare sull'Emilia-Romagna, la regione che versa nelle condizioni più gravi, la Toscana ed il NE, ma in generale su tutto il Nord-Italia le piogge sono state veramente scarse negli ultimi 2 mesi, come testimonia il livello molto basso del fiume Po, che ha dimezzato la sua portata.
Questa siccità prolungata oltre a mettere in crisi tutta l'agricoltura Italiana metterà a rischio la vendemmia 2012 e tutto dipenderà dal clima di questo mese di agosto: l'andamento della vendemmia infatti è legato a doppio filo alla quantità di piogge che si registrerà in questo mese. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori rilevando che i vigneti italiani hanno bisogno di risollevarsi dallo stress idrico causato dall'ondata di caldo torrido e siccità che continuano ad arroventare la penisola e che rischiano di portare a un calo produttivo stimato fino al 10%.
Carenza d'acqua e caldo record stanno provocando un collasso da calore all'agricoltura. Secondo le stime di Confagricoltura – che segue costantemente l'evolversi della situazione meteo e delle sue ripercussioni sull'attività nei campi – si può prevedere, in generale, che andrà perso non meno di un terzo dei raccolti di mais
Inoltre, ci sono perdite di qualità e quantità per la frutta estiva e, se non pioverà entro i prossimi giorni, anche la vendemmia entrerà in zona rischio.
La scarsa disponibilità di acqua ad uso irriguo si va facendo sempre più preoccupante in numerose aree dell'Italia a subirne maggiormente il danno per gli effetti di afa e siccità, finora sono la Puglia e la Toscana, dove allo stato attuale la diminuzione di volumi prevista supera il 10%, anche per problemi sul fronte della rete idrica che riducono l'efficienza delle operazioni di irrigazione. Altri cali significativi si registrano in Veneto, dove le stime in ribasso per le uve precoci del trevigiano (fino al -15 per cento) sono solo parzialmente compensate da una raccolta nell'area del Prosecco che si prevede stabile rispetto all'anno scorso.
Fonte: http://www.ansa.it
A cura di Elena Tosi
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