L'analisi su quella che potrebbe essere la tendenza del prossimo inverno deve per forza partire dall'analisi delle cosiddette teleconnessioni. Le teleconnessioni analizzano la dislocazione delle principali figure bariche, delle anomalie termiche e di altri parametri ed in base a questi si traccia una linea di tendenza, NON UNA PREVISIONE. Quindi bisogna diffidare dai titoloni da prima pagina, "dicembre gelido e nevoso" oppure "dicembre soleggiato e molto mite" in quanto l'interpretazione esatta di tali indici non da certezza ma solo probabilità. Dopo questa doverosa introduzione andiamo a vedere come essi sono disposti
Il primo importante indice che analizziamo è l'ENSO (El Niño Southern Oscillation) che indica le variazione delle temperature delle acque superficiali del Pacifico Equatoriale, e quindi i fenomeni di Niño – Niña, (visibile dalla prima carta). El Niño è un anomalo riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico Equatoriale che porta un'alterazione della circolazione atmosferica generale: in linea di massima (con le dovute eccezioni), forti episodi di El Niño sono seguiti da piogge insistenti sulle Montagne Rocciose americane, sul Brasile, sull'Argentina, sull'Africa equatoriale. Arreca invece condizioni di siccità sull'Indonesia, sull'Australia e la Nuova Zelanda, sulla punta meridionale dell'Africa, e, diminuendo la forza dei Monsoni, diminuisce la piovosità anche sull'india. Per mezzo di quello che è stato definito un "ponte troposferico", El Niño sembra poter riuscire a modificare anche il clima del Mediterraneo, tendendo a far risalire la ITCZ, cioè la zona di convergenza intertropicale: una sua disposizione a latitudini più elevate porta l'Anticiclone sub-tropicale a divenire più forte ed invadente. La sorella del Niño, la Niña invece un anomalo raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico orientale e se sufficientemente intensa, va in pratica ad esercitare gli effetti opposti di El Niño. Durante le sue manifestazioni, il tempo sull'Italia è risultato fortemente variabile, non indirizzato verso una precisa via. Al più, si può affermare che durante gli episodi di Niña Strong gli Inverni sul Mediterraneo sono stati piuttosto caldi e secchi, con scarsissime precipitazioni nevose in quanto con una Niña Strong, gli indici AO e NAO appaiono indirizzati verso una positività, Come per El Niño, anche per El Niña vale la distinzione tra west e east based: da recenti studi, è emerso che una Niña Strong west based, provochi un'anomalia di geopotenziale positiva sull'Europa centro-meridionale, per cui rafforzi la teoria di AO e NAO positive. Al contrario, con una Niña Strong east based si è registrata una maggiore variabilità, ma con una tendenza ad un'anomalia di geopotenziale negativa alle nostre latitudini. Quest'anno non abbiamo anomalie di Niña orientata più verso un est based, quindi potrebbe incentivare un inverno più secco della norma e con rare occasioni di ondate di freddo. Un altro indice è l'AO L'Artic Oscillation misura la differenza di pressione tra il Circolo Polare e le medie latitudini. Un valore positivo della AO (AO+) si traduce in un rafforzamento del Vortice Polare, con conseguente rinforzo delle aree anticicloniche alle basse latitudini con difficoltà nel poter porre in essere scambi meridiani, a causa di un incisivo aumento del flusso zonale. Un valore negativo indica invece un indebolimento del Vortice Polare, con conseguente affievolimento dell'intensità delle aree anticicloniche alle medio-basse latitudini: in questo caso, il flusso zonale risulta meno accelerato, e pertanto le correnti occidentali possono ondularsi nel verso dei meridiani, favorendo la discesa delle correnti artiche in direzione del Mediterraneo. La situazione per l'inverno vede una AO+ almeno sino alla terza decade, prevista poi in discesa tra la fine dell'anno e l'inizio del nuovo salvo poi risalire da metà gennaio. Un altro indice è a NAO cioè la North Atlantic Oscillation, che rappresenta il "ramo atlantico" della AO, e misura la differenza di pressione tra il Ciclone d'Islanda e l'Anticiclone delle Azzorre (si misura il gap barico tra Akureyri, in Islanda, e Punta Delgada, nelle isole Azzorre). Un valore positivo dell'indice (NAO+), indica un rafforzamento del Vortice d'Islanda, a cui si contrappone un rinvigorimento delle aree anticicloniche alle basse latitudini; in tal modo le perturbazioni e le discese fredde rimangono confinate sull'Europa settentrionale, mentre sull'Italia il tempo permane soleggiato e mite, con inversioni termiche sulle Pianure. Questo indice permane in territorio positivo (cfr. seconda mappa)ma a differenza della AO non sarà forte l'anomalia (NAO+), mentre per la terza decade è previsto un calo che porterà alla neutralizzazione dell'indici, questo potrebbe portare ad un aumento delle probabilità di irruzione artico-marittima verso il Mediterraneo. Tuttavia da metà gennaio è prevista un rientro positivo dell'indice
Da questi due indici si deduce che il periodo più favorevole alle irruzioni fredde sarà tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012. Gli indici sopra descritti sottolineano la forte attività del Vortice Polare, testimoniata anche dall'indice oceanico NAM. Una NAM (North Anular Mode) è fortemente positiva e ciò indica una forte attività del Vortice Polare anche alle medio-basse latitudini. Quindi sul polo e alla latitudini circumpolari si ha una esasperata attività ciclonica a tutte le quote supportata da un Stratcooling, che porta ad accumulare una grossa quantità di freddo sul Polo. La positività di tale indice porta con fatica ad irruzione di aria fredda la nostra penisola. È assai difficile prevedere se e quando la NAM entrerà in territorio negativo o neutro, in quanto gli stratwarming si riescono a prevedere solo poche settimane prima dell'evento. Ultimo importante indice è la QBO (Quasi Biennal Oscillation). Questo indica l'inversione dei venti zonali, che spirano alla nostre latitudini. Se la QBO è negativa allora si ha l'inversione della zonalità con i flussi che tenderanno a provenire da Est, favorendo in tal modo avvezioni fredde anche di natura artico-continentale, mentre una QBO positiva indica dei flussi provenienti da Ovest, e quindi una difficile anti-zonalità delle correnti. Nel trimestre invernale la QBO sarà neutra per cui non dovrebbe interferire in nessun modo con l'andamento climatologico dell'inverno. Tale indice inoltre è fortemente correlato con l'attività solare. Infatti una QBO- associata ad un minimo solare è spesse volte la situazione prodroma per intense ondate di gelo verso l'Europa. Il Sole nel corso dei prossimi entrerà in una fase di massimo relativo, che non sarà in grado di interferire, come il massimo ed il minimo precedente sull'andamento climatico.
Quindi cosa dovremo aspettarci per la stagione 2011-2012
Tutto ciò depone quindi a favore per una partenza invernale fiacca cioè con frequenti periodi anticiclonici probabilmente intervallati da passaggi atlantici, poco attivi i quali non riusciranno a portare significative precipitazioni ne piovose alle basse quote ne nevose in montagne. Solo a partire dalla terza decade di dicembre potremo avere dei tentativi di affondo meridiani artici, stante ad un indebolimento del cooling stratosferico. Fase potenzialmente fredda che potrebbe prolungarsi anche per la prima parte di gennaio, quando sarà il periodo più propizio dell'inverno per vedere freddo e neve a quote basse. In seguito la nuova positivizzazione della NAO e la massima attività della Nina potrebbe deporre a favore di un ritorno anticiclonico in area Mediterraneo con l'instaurazione di un clima secco e mite. Febbraio potrebbe cominciare con marcate anomalie bariche positive e clima mite, salvo poi virare verso una fase più fredda nella seconda parte con probabile retrogressione artiche da est che coinvolgeranno maggiormente le aree più esposte centrali adriatiche e meridionali. In definitiva l'inverno potrebbe trascorrere con temperature un po' superiori alla norma, e precipitazioni piuttosto scarse, quindi saranno molto poche le occasione da neve a basse quote, ma inferiore alla norma sarà anche la neve sulle montagne. I periodi anticiclonici però potrebbe favorire una maggiore ingerenza della nebbia sulla Valpadana.
A cura di Ascanio Luigi Scambiati
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Un forte peggioramento è alle porte, tuttavia nonostante la sua marcata intensità, non è anomalo avere durante la primavera momenti piovosi anche consistenti.
Osserviamo la situazione sinottica presente sull'Europa e l'Italia che si presenterà dal 26 maggio al 4 giugno.
| Meteo Milano | 12 | 24 | 1016 hPa | |
| Meteo Torino | 14 | 24 | 1016 hPa | |
| Meteo Genova | 16 | 23 | 1016 hPa | |
| Meteo Venezia | 16 | 22 | 1017 hPa | |
| Meteo Aosta | 12 | 24 | 1016 hPa | |
| Meteo Trento | 14 | 21 | 1017 hPa | |
| Meteo Trieste | 13 | 24 | 1017 hPa | |
| Meteo Bologna | 13 | 24 | 1016 hPa | |
| Meteo Firenze | 11 | 24 | 1016 hPa | |
| Meteo Ancona | 15 | 21 | 1015 hPa | |
| Meteo Perugia | 9 | 20 | 1015 hPa | |
| Meteo L'Aquila | 9 | 20 | 1015 hPa | |
| Meteo Bari | 15 | 23 | 1014 hPa | |
| Meteo Roma | 13 | 24 | 1014 hPa | |
| Meteo Napoli | 17 | 23 | 1014 hPa | |
| Meteo Potenza | 11 | 17 | 1015 hPa | |
| Meteo Campobasso | 11 | 20 | 1015 hPa | |
| Meteo Cagliari | 17 | 24 | 1015 hPa | |
| Meteo Catanzaro | 16 | 19 | 1014 hPa | |
| Meteo Palermo | 16 | 23 | 1015 hPa |