Un saluto ai lettori di meteowebcam, e buon autunno a tutti! Ritorno a scrivere dopo un periodo di assenza e lo faccio in grande stile, parlandovi del prossimo inverno!
Incominciamo analizzando il fattore essenziale che determinerà le previsioni per il prossimo inverno:
- Le SSTA atlantiche: che riguardano le anomalie nelle acque dell'atlantico. Lo studio che verte su queste anomalie è abbastanza ampio, ma la regola fondamentale che lega le anomalie delle acque atlantiche (ma anche di tutti gli oceani) con l'atmosfera è semplice: a un anomalia positiva corrisponde una zona di alta pressione, a una anomalia negativa una zona di bassa pressione; o meglio le zone di alta pressione si muovono verso anomalie positive, quelle di bassa pressione verso anomalie negative.
Un esempio molto semplice del legame SSTA – Atmosfera la potete vedere nella prima immagine - Come si può vedere dall'immagine la zona di alta pressione segnata dal numero 1 si muove verso l'anomalia positiva cerchiata in rosso. Mentre la zona di bassa pressione segnata con il numero 2 si muove verso l'anomalia negativa cerchiata in blu. L'altra zona di alta pressione (l'Azzorre) segnata con il numero 3 si muove verso l'anomalia positiva cerchiata in viola. Molto semplicemente queste sono le dinamiche che regolano SSTA e atmosfera (scusatemi se sono stato prolisso, ma bisogna intendere appieno le dinamiche per capire al meglio la previsioni che farò).
Dalle carte dei modelli matematici (sia l'inglese ECMWF sia l'americano GFS) si evince una particolare tendenza a ripetute discese artiche. La causa principale sta nell'estesa anomalia intorno alla Groenlandia che oltre a destabilizzare il vortice polare, attira su di se i centri di alta pressione; si viene cosi a formare una spaccatura meridiana che convoglia sull'Europa aria più fredda
La previsione per il prossimo inverno (anche per la grande distanza temporale), è molto più complessa, infatti l'unica anomalia oceanica che rimarrà stazionaria anche nel prossimo inverno, è quella positiva intorno alla Groenlandia; tale anomalia continuerà a favorire il disturbo del vortice polare con reiterate discese fredde verso l'Europa (stessa fase vissuta nello scorso inverno).
A differenziare i due inverni oltre al cambio dell'ENSO, da una NINA a un NINO, cambieranno anche le anomalie in atlantico, non avremo più la forte anomalia negativa nell'atlantico centrale ,che ha caratterizzato la stagione invernale scorsa, ma una crescente anomalia positiva. L'anomalia positiva come abbiamo visto è sede di alte pressioni, quindi ci sarebbe il ritorno di una salda radice Azzorriana che farà da muro alle miti correnti atlantiche.
L'anomalia positiva sull'atlantico centrale secondo le ultime elaborazioni è già ben salda, quindi si potrebbe prevedere il ritorno del freddo già da Novermbre e Dicembre.
Mentre da Gennaio si aprirebbero due scenari:
1) Troppa invadenza dell'Azzorre, e chiusura anticipata dell'inverno (meno probabile a causa del disturbo continuo del vortice polare)
2) Continua dell'inverno con ulteriori discese fredde che si potrebbero orientalizzare maggiormente (gran inverno in adriatico).
In conclusione
Ci aspetta una prima parte dell'inverno (e fine autunno – Novembre) scoppiettante all'insegna del freddo e delle nevicate.
Per la seconda parte dell'inverno dobbiamo ancora sciogliere il nodo: ne riparleremo a Novembre, quando sapremo qualcosa in più sulle anomalie atlantiche e sulle prime discese fredde.
A cura di Daniele Chierico
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