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1/5/10 - Focus Meteo Estate 2010

Carta delle precipitazioni nei prossimi mesi

A metà stagione si possono tirare le prime somme di questa primavera: non si sono avuti eccessi per quanto riguarda l'Italia né come precipitazioni né dal punto di vista termico; si sono susseguiti periodi piovosi e freschi a giornate più miti e soleggiate. Non si può dire lo stesso per l'Europa settentrionale e centro-orientale dove l'inverno si è fatto sentire fino alla metà di Aprile.

Il proseguo stagionale sarà più movimentato specie per quanto riguarda l'Europa centrale e il Nord dell'Italia, infatti per Maggio in queste zone è previsto un forte surplus precipitativo, previsione confermata anche dai modelli matematici a corto raggio (15 giorni). Saranno gli ultimi effetti del "El Nino" (riscaldamento delle acque nel pacifico equatoriale), infatti le acque del pacifico andranno sempre più raffreddandosi fino al prossimo inverno quando avremo il fenomeno opposto "La Nina" (raffreddamento delle acque nel Pacifico).

Estate che dovrebbe confermarsi più piovosa del normale e nella norma termicamente. L'indebolimento del Nino favorirà una minore intrusione dell'anticiclone Africano sull'Europa, lasciando Europa centrale e Nord Italia esposta a infiltrazioni atlantiche; anche il sud vivrà un estate prettamente nella norma con possibili fenomeni violenti (temporali) quando l'anticiclone africano lascerà maggiormente sguarnita questa parte dell'Italia.

Il motivo di un subtropicale meno invadente non và trovato solo nel ritorno alla normalità delle acque del pacifico, ma anche al famoso indice ITCZ (monsoni dell' Africa equatoriale) che sono molto più a sud rispetto alla linea normale di convergenza

Carta delle temperature nei prossimi mesi

Questo trend che ormai và avanti dalla scorsa estate, in cui l'anticiclone africano è venuto a visitare l'Italia solo 2 volte (Maggio e Agosto), ritengo possa continuare anche per l'estate prossima, quando le forti rimonte africane si ridurranno a un solo intervento in area europea.

Il motivo principale di questo trend a una raffreddamento o per meglio dire a una normalizzazione del clima Europeo vanno trovati in molteplici fattori:

primo tra tutti è il minimo solare più profondo dell'ultimo secolo che a distanza di più di 4 anni da inizio minimo riesce ad avere serie di giorni spotless (senza macchie); un minimo cosi profondo senza dubbi influenza il clima terrestre, che sta vivendo e vivrà un continuo e lento ritorno alla normalità;

secondo punto, ma non meno importante saranno le eruzioni vulcaniche, queste rispetto all'influenza solare che ha riscontri a lungo termine, agiscono sul clima immediatamente ma per un piccolo periodo (all'incirca un paio di anni). Fino ad ora non si hanno avute imponenti irruzioni vulcaniche, ma dal 20 Aprile i vulcani islandesi stanno riprendendo la loro attività; se e solo se dovesse continuare o se ci fosse l'eruzione di un altro vulcano, l'influenza sul clima europeo si avrebbe sia sull'estate prossima ma soprattutto sull'inverno, con una diminuzione delle temperature sull'ordine del centesimo di grado (0.3 – 0.4), che dal punto di vista macro significherebbe un estate al di sotto della norma e un inverno rigido.

In Conclusione

Il clima terrestre deve essere visto come una macchina che subisce forze sia interne ma soprattutto esterne (come il nostro sole) e che la forza interna dell'uomo contro una forza esterna come quella del sole vale ben poco in termini di quantità.


A cura di Daniele Chierico




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