La pulce di mare è un piccolo crostaceo marroncino che si ancora alla pelle dei pesci e dei bagnanti. Il nome scientifico è Talitrus saltator che prende spunto dalla capacità di saltare anche sul pelo dell'acqua, è lunga qualche millimetro e le femmine generalmente non saltano, sono più grandi e depongono sempre uova.
La pulce di mare, abbonda tra i materiali organici trascinati dalle onde sui litorali marini europei a lieve pendio. Al primo accenno di pericolo trova prontamente rifugio nella sabbia umida. Ha corpo appiattito lateralmente e suddiviso in numerosi segmenti dotati di arti adattati sia alla vita terrestre (quelli anteriori) sia a quella acquatica (quelli posteriori, che, utilizzati come remi, conferiscono alla pulce di mare la caratteristica andatura a scatti). Tipiche della pulce di mare sono le migrazioni giornaliere fra la costa e le spiagge sabbiose, effettuate grazie alla capacità di orientarsi in base alla posizione del sole: ogni popolazione segue una direzione di movimento geneticamente determinata e commisurata all'orientamento della costa su cui vive. La dieta della pulce di mare si basa principalmente sulle alghe putride che affollano i bagnasciuga.
Si tratta di un organismo di tipo planctonico, che quindi ‘nuota' in mare, e che presenta un involucro rigido ricoperto da una sorta di spine poste a difesa del fragile organismo. Proprio queste spine sono la causa delle punture avvertite dai bagnanti». Il mare Adriatico ne è pieno.
Le larve non pungono volontariamente la cute dei bagnanti. «In realtà restano semplicemente ‘impigliate' in alcune zone del corpo umano, principalmente tra le dita, o spesso tra i costumi da bagno e la pelle, provocando così il pizzicore, simile a quello che si percepisce quando la pelle entra a contatto con la lana di vetro. Tuttavia l'irritazione non è provocata da sostanze urticanti o velenose di cui le larve sono sprovviste. Va detto che è un fenomeno che si ripete ogni anno e che questa estate non presenta particolari incrementi. In ogni caso, questa fase in cui le larve sono protette dall'involucro spinato, dura circa sette o otto giorni ed il libeccio che sta soffiando con forza le porterà probabilmente al largo anticipatamente».
C'E' un aspetto positivo di questo fenomeno che in un mare vivo come l'Adriatico è un sintomo del buon funzionamento del suo ecosistema. Spesso tendiamo a considerare il mare come un ambiente sterile, piegato alle nostre esigenze, ma in realtà ci dimentichiamo che l'elemento ‘estraneo' siamo noi essere umani e non gli organismi che lo popolano».
FONTE: http://www.sapere.it/sapere/approfondimenti/animali/invertebrati/pulce-di-mare.html
A cura di Maria Rosaria Volpe
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