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11/6/12 - Centinaia di stelle marine spiaggiate nel Giappone meridionale

Centinaia di stelle marine spiaggiate nel Giappone meridionale

Più di 800 esemplari della stella "corona di spine" sono stati scoperti su un tratto di 300 metri di sabbia sull'isola di Ishigaki. A causare lo spiaggiamento, probabilmente, lo spostamento motivato dalla ricerca di cibo, cioè di corallo. La stella "corona di spine è una grossa stella di mare (fino a 50 cm di diametro), con 9-23 bracci, colorazione molto variabile dal grigio al viola all'arancione. Coperta di spine acuminate. Si nutre di coralli duri, di cui ingerisce i tessuti molli sul posto, estroflettendo lo stomaco dalla bocca, e si lascia dietro lo scheletro della colonia perfettamente ripulito . Ha spine che infliggono una puntura dolorosissima, solo pochi animali se ne nutrono: il gasteropode Charonia tritonis, il pesce napoleone (Cheilinus undulatus), alcuni grossi pesci balestra (Balistoides viridescens). Per quanto la colorazione sia variabile, è inconfondibile per la taglia e per le spine. Una stella di mare corona di spine può mangiare in un giorno oltre 1 metro quadrato di corallo. Quando le popolazioni di questo echinoderma, normalmente raro, aumentano di numero, possono danneggiare seriamente la barriera corallina.

Centinaia di stelle marine spiaggiate nel Giappone meridionale

La ragione per questo vastissimo spiaggiamento della stella marina non è chiaro, non è comunque da escludere che cambiamenti ambientali indotti da attività umane possano essere in qualche modo all'origine del fenomeno. Comunque lo strano comportamento degli animali ha dimostrato agli scienziati cosa può accadere quando queste creature dal lento movimento esauriscono la loro fonte di cibo.
"La carenza di coralli è probabilmente la causa dello spiaggiamento.

Centinaia di stelle marine spiaggiate nel Giappone meridionale

Gli scienziati hanno visto la stella marina avvicinarsi gradualmente alla spiaggia, forse alla ricerca di cibo, e che la corrente potrebbe averla condannata spingendola verso la riva. Gli studiosi hanno rilevato che il decesso degli animali è avvenuto sulla spiaggia, non in acqua: erano probabilmente troppo deboli per tornare verso il mare.

FONTE:http://www.greenreport.it


A cura di Teresa Memola




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