Da una stima di circa 100 esemplari di lupo nei primi anni ‘70 si è passati a una attuale di circa 800 lupi. Un grande successo.
Negli ultimi tempi su tutto il versante emiliano dell'Appennino, e in particolare nella montagna parmense, si sono verificate numerose aggressioni da parte di lupi ai danni di animali da allevamento e, nell'ultima settimana, addirittura ai danni di cani da caccia impegnati in azioni venatorie.
Gli allevatori, ma anche i cacciatori e tutti coloro che svolgono attività faunistiche in tale territorio, lamentano difficoltà per la presenza di branchi di lupi e gli allevatori si dicono preoccupati poiché, in caso di perdita di bestiame, il risarcimento previsto è irrisorio e spesso tardivo.
Il ritorno del lupo in Appennino è un evento da considerare positivamente.
La popolazione di lupi (Canis lupus) in Italia ha subito, negli ultimi venti anni, notevoli cambiamenti sia nel numero che nella distribuzione. Da una stima di circa 100 esemplari di lupo nei primi anni ‘70 si è passati a una attuale di 600-800 lupi. Ancora più importante è l'aumento dell'areale di distribuzione del lupo che oggi occupa sostanzialmente tutta la catena appenninica dalla Calabria alle Alpi Marittime e anche la catena alpina almeno fino a tutta la Valle Stura in Piemonte.
Il lupo italiano è ormai abituato a convivere con alte densità umane e con le molteplici attività antropiche con le quali ha imparato a trovare compromessi. La sua attività è concentrata nelle ore notturne. Di giorno riposa nelle aree meno disturbate del suo territorio, che ha una dimensione media di 150-250 kmq. Il lupo percorre non più di una decina di chilometri per notte, mentre i giovani possono percorrere distanze molto più lunghe. Nonostante l'espansione geografica e demografica, il lupo italiano continua a essere una specie minacciata per almeno due ragioni: la prima è l'alto numero di esemplari abbattuti illegalmente in Italia (15-20% della popolazione totale), la seconda è la forma dell'areale di distribuzione che è allungato sulla catena appenninica e frammentato da aree di qualità molto diversa tra loro.
La funzione di ogni lupo è organizzata all'interno di un branco, con una struttura sociale fortemente gerarchica. Il branco è guidato da due individui che stanno alla punta della piramide sociale, il maschio alfa e la femmina alfa. La coppia alfa (di cui solo uno dei due componenti può essere il "capo") possiede più libertà rispetto al resto del branco, anche se i due non sono capi nel senso umano del termine: gli individui alfa non impartiscono ordini agli altri lupi; bensì, possiedono la libertà di scegliere cosa fare, quando farlo, dove andare, quando andare. Il resto del branco, che possiede un forte senso della collettività, solitamente li segue. Il lupo è monogamo. Alcune coppie alfa rimangono insieme per tutta la vita.
A cura di Elena Tosi
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Un forte peggioramento è alle porte, tuttavia nonostante la sua marcata intensità, non è anomalo avere durante la primavera momenti piovosi anche consistenti.
Osserviamo la situazione sinottica presente sull'Europa e l'Italia che si presenterà dal 26 maggio al 4 giugno.
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