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17/7/11 - Coccinelle amiche dell'uomo

Coccinelle amiche dell'uomo

In primavera, nei parchi ed in campagna, è facile incontrare quei piccoli animali tondi e di un lucido rosso brillante con piccoli puntini neri con sei zampe, che chiamiamo coccinelle. Esiste un singolare sentimento di simpatia e favore suscitato da questo insetto, che, come altri coleotteri, è in grado di camminare e di volare, posandosi spesso sulle mani dei bambini, subito incuriositi dall'incontro.
Da un punto di vista antropologico si può pensare che la forma ed i colori della coccinella risultino, oltre che ben riconoscibili, particolarmente graditi, ma io credo che soprattutto sia rilevante un antico retaggio culturale di matrice europea.
Almeno a partire dal Medio Evo la coccinella gode di un duraturo gradimento popolare, ed è per questo che è uno dei pochi insetti che ancora oggi risultano generalmente simpatici.
Nell'antichità questo insetto, e particolarmente la specie con sette nitidi puntolini neri sulle elitre rosse (Coccinella septempunctata), ricordava le sette stelle più brillanti delle Pleiadi. Questo affascinante ammasso stellare era particolarmente utile alla navigazione nel Mediterraneo, ma soprattutto si trova presso la costellazione del Toro, ed è quindi un antico simbolo della Dea Madre e della preistorica cultura matriarcale che dominò tutta l'Europa nell'Era detta, appunto, del Toro.
Per quella sottile ma innegabile continuità culturale che ancora vive nei popoli europei, alcuni secoli fa la coccinella fu associata simbolicamente alla Vergine Maria.

Coccinelle amiche dell'uomo

Si pensi al mese mariano di maggio, ed alle rose che fioriscono in questo periodo che vede il Sole simbolicamente nel segno del Toro, e riconosceremo molti emblemi della Madonna.
Effettivamente la coccinella è un amico dell'uomo in quanto grande divoratore di afidi, i piccoli pidocchi che tanti danni arrecano alle rose e ad altre piante coltivate. Tale caratteristica doveva essere nota ed universalmente riconosciuta, così come era (ed è) comune trovare il simpatico animaletto sui petali e sui gambi delle rose alla ricerca delle sue prede preferite. Ancora oggi la coccinella è un apprezzato strumento di lotta biologica ai parassiti ed un'interessante alternativa all'uso di insetticidi chimici.
Gli afidi, quei piccoli "demoni" scuri che succhiano la linfa dei germogli, sono tenuti a bada e sconfitti dalla coccinella, che viene associata così alla Vergine Maria, a cui si dedicano le mistiche rose e lo stesso mese di maggio in cui più frequentemente fioriscono. Ritornando invece all'aspetto naturalistico uno degli aspetti più interessanti dal punto di vista biologico, è il ruolo dei Coccinellidi come predatori nell'ambito degli agrosistemi.

Coccinelle amiche dell'uomo

In generale la famiglia ha sviluppato nell'etologia particolari adattamenti alla predazione tali da rendere i coccinellidi più efficaci di altri predatori e dotarli di un potenziale biologico più alto. La Thea vigintiduopunctata è una specie utile perché si nutre dei miceli di alcuni funghi fitopatogeni. La ricerca delle prede è molto attiva ed è caratterizzata da una straordinaria mobilità, dal momento che la preda viene trovata solo con il semplice contatto. Questo comportamento favorisce l'insediamento dei coccinellidi proprio nei siti dove le infestazioni sono più intense. La voracità è elevata, cresce sensibilmente nel corso dello sviluppo larvale e raggiunge il suo massimo nell'adulto. Adulti e larve di 4a età sono pertanto i predatori più attivi; ad esempio, un adulto di Coccinella septempunctata, la coccinella più familiare, può arrivare a predare anche 100 afidi al giorno.
Un meccanismo di adattamento è anche l'allotrofia, con il passaggio ad un regime dietetico alternativo, per cui in condizioni ambientali sfavorevoli diversi coccinelli di diventano fitofagi, micetofagi, glicifagi, carpofagi, spermatofagi, nutrendosi rispettivamente di tessuti vegetali, miceli fungini, liquidi zuccherini, frutti, polline.


A cura di Memola Teresa




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