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13/2/17 - L'aquila reale del Furlo abdica, ora domina una nuova regina

L'aquila reale del Furlo abdica, ora domina una nuova regina

L'aquila è uno dei rapaci più maestosi, volteggia nel cielo fino ad altezze vertiginose, sfruttando le correnti ascensionali e scrutando il suolo con la sua potentissima vista.
Come tutti gli altri rapaci, infatti, possiede occhi che le consentono un'acutezza visiva almeno otto volte superiore a quella dell'uomo. Caccia su un territorio vastissimo, tra i 30 ed i 100 chilometri quadrati, con decise picchiate sulle prede. In Italia è presente su tutte le più importanti catene montuose (Alpi, Appennino, monti sardi e siciliani). Recentemente apparsa sui giornali la storia reale di una di queste maestose aquile che noi vogliamo nuovamente raccontavi perché ha volteggiato per molto tempo nel nostro Appennino centrale nella splendida Riserva Naturale marchigiana sulle cime del Paganuccio e del Pietralata, incantando migliaia di frequentatori della Riserva del Furlo.

L'aquila reale del Furlo abdica, ora domina una nuova regina

Per lei gli appassionati si appostavano ore e ore con binocoli e telecamere. Da qualche tempo però, Elena, l'aquila regina così chiamata «perché nessuno meglio di lei poteva dirsi figlia del Sole e della Luce», è scomparsa dal Furlo.
Il suo posto è stato preso da una giovane rivale di 3-4 anni, che ora volteggia sulla Gola con il maschio. Non si sa se Elena sia morta o, vista la veneranda età, sia stata cacciata. A scoprire la sua assenza un, appassionato ornitologo che da 30 anni la osserva da vicino e vigila sulle altre 3 coppie di aquila reale presenti nell'Appennino di Pesaro e Urbino, raccogliendo dati, foto e video. Nella sua lunga vita è sopravvissuta a molte avventure.

L'aquila reale del Furlo abdica, ora domina una nuova regina

Nel 2004 venne recuperata in pessime condizioni a causa di un avvelenamento per aver mangiato un ratto contaminato da un rodenticida. La scampò grazie alla mobilitazione di istituzioni e volontari, che riuscirono a disintossicarla. «Già allora durante la sua degenza di 20 giorni, una femmina erratica si era insediata al Furlo, ma il giorno in cui fu liberata, l'intrusa venne sonoramente cacciata. Elena, dopo aver conosciuto assieme al compagno giovane l'aquilotta nata ad agosto, sembrava essersi allontanata. Contemporaneamente, nelle zone limitrofe alla Riserva del Furlo, si era notata la presenza di una giovane aquila reale.
Se Elena fosse stata ancora presente – evidenzia l'esperto – un suo attacco nei confronti della giovane intrusa sarebbe stato inevitabile. Al momento non sappiamo se Elena sia morta o sia stata cacciata dalla giovane rivale. Solo il ritrovamento della carcassa potrebbe chiarirlo, perché Elena era stata inanellata.

fonti notizie: http://www.ilrestodelcarlino.it


A cura di Staff Di Meteowebcam.it




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