Gli incendi su Roma in questi giorni ci fanno ricordare l'antica storia romana ed il famigerato incendio di Roma che scoppio il 18 luglio del 64 (ante diem XV Kalendas Augustas, anno DCCCXVII a.U.c.) nella zona del Circo Massimo e infuriò per nove giorni complessivamente, propagandosi in quasi tutta la città. L'accusa formale a Nerone di essere l'ispiratore dell'incendio viene formulata, settant'anni dopo i fatti, da Svetonio e rinforzata, un secolo più tardi, da Dione Cassio che riprende Svetonio. È interessante notare come le affermazioni degli storici antichi si fanno sempre più precise, circostanziate e perentorie man mano che ci si allontana dagli avvenimenti. Il motivo è ovvio nessuno poteva parlare se si voleva rimanere in vita fintanto che i seguaci di Nerone erano ancora a Roma ed in vita.
Per Dione il mostruoso disegno dell'imperatore è del tutto evidente: «Nerone voleva realizzare il piano che aveva sempre avuto in mente: distruggere Roma e il suo Impero durante la sua vita».
Nerone voleva trovare spazio per il suo nuovo, fantastico palazzo, la Domus Aurea e ridisegnare la città secondo i propri gusti. Un pazzo squilibrato o solamente uno dei primi satanisti a Roma è vero come sostengono alcuni storici che l'imperatore non aveva alcun bisogno di ricorrere a questi mezzi estremi per realizzare i propri progetti urbanistici: gli espropri immobiliari a fini di pubblica utilità esistevano anche allora e il capo dell'Impero, monarca quasi assoluto, aveva, per farli attuare, mezzi certamente superiori e più persuasivi di quelli di un attuale sindaco. L'odio per i cristiani e la loro persecuzione successiva ci ha fornito le risposte storiche necessarie alla ricostruzione dei fatti. Nerone si è poi dato tanto da fare per spegnere il rogo e soccorrere le vittime solamente per allontanare i sospetti della plebe su di lui e poter attribuire la colpa ai cristiani.
La plebe di Roma considerava l'imperatore come una sorta di nume tutelare, di protettore quasi divino della città, al quale attribuiva tutto ciò che di bene, ma anche di male, vi accadeva. Nerone sapeva benissimo che un avvenimento del genere gli sarebbe gli sarebbe stato nefasto per mantenere il potere su Roma. Ma chi era Nerone? Lucio Domizio Enobarbo Nerone Claudio Cesare Augusto è stato un imperatore romano. Nato con il nome di Lucio Domizio Enobarbo, fu il quinto ed ultimo imperatore della dinastia giulio-claudia succedendo al suo padre adottivo Claudio nell'anno 54 e governò per quattordici anni fino al suicidio all'età di 30 anni. Nerone fu considerato un tiranno e un folle, ma a differenza di imperatori come Commodo e Caligola, non pare verosimile che avesse problemi mentali qualcosa di ancora peggiore e non genetico segnavano la sua figura nefasta e malefica.
Oggi nel 2012 ancora per cause dolose Roma si trova alle prese con il fuoco ma speriamo che le indagini siano approfondite e non finisca con un capro espiatorio un prezzo pagato ancora dai cristiani.
Fonti: varie
A cura di Barbara Asproni
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