L'Italia è il paese Europeo con il più alto numero di morti e di danni causati dalle alluvioni dal 1980 al 2002. La colpa non va ricercata soltanto nei cambiamenti climatici, ma soprattutto nella mancanza di un attivo piano di monitoraggio e messa in sicurezza dei bacini montani e pedemontani italiani. Alluvioni, dissesto idrogeologico, cambiamenti climatici, termini che ormai sono entrati prepotentemente nelle case degli Italiani e nelle agende dei politici. Ci si è resi conto (troppo tardi) che il prezzo che l'Europa sta pagando a causa delle alluvioni è veramente troppo alto sia come danni economici sia e soprattutto come vite umane.
Tra le regioni italiane più frequentemente colpite da episodi alluvionali, vi sono sicuramente quelle nord-occidentali. Negli anni passati, ricordiamo il 14 e 15 ottobre del 2000 un'alluvione forse senza precedenti per la sua violenza e per l'ampiezza del territorio investito, ha sconvolto le regioni nord-occidentali dell'Italia e in particolare la Valle d'Aosta e il Piemonte. Il quadro della situazione si può, oggi, riassumere in una sola parola: disastro.
Sia nell'episodio del 1994 che in quello del 2000, la situazione metereologica era caratterizzata dalla presenza di una vasta area di alta pressione sull'Europa dell'Est e di una depressione sull'Europa occidentale estesa fino a tutta la penisola Iberica e all'Italia nord occidentale.
Quest'area depressionaria, insieme ad una serie di minimi secondari che si formarono sul mediterraneo occidentale e sul Golfo Ligure, seguitò a spingere correnti umide verso le nostre regioni di Nord-Ovest per vari giorni, bloccata nella sua posizione dalla presenza dell'alta pressione sull'Est Europeo. Fu così che in entrambi i casi piovve per diversi giorni in maniera copiosa fino a raggiungere valori record di precipitazione.
Gli incredibili quantitativi di pioggia caduti e il degrado idrogeologico furono alla base di entrambe le tragedie.
Ogni qual volta il maltempo causa sciagure si torna ad interrogarsi sulle ragioni di un pesante dissesto idrogeologico del nostro territorio che, ormai, è sotto gli occhi di tutti. A dire il vero, c'è da evidenziare come per l'alluvione dell'ottobre 2000 sia stata meno grave, nonostante tutto, rispetto a quanto si temeva, grazie ad alcuni importanti lavori effettuati od in corso di realizzazione lungo il corso del Po a seguito della grande emozione suscitata dal precedente, disastro diluvio del 1994.
Vi è anche da sottolineare come il servizio nazionale della protezione civile ed il Magistrato del Po, nonostante alcuni ritardi e certi interventi poco coordinati denunciati dai mass media, siano stati senz'altro più efficienti rispetto al passato
A cura di Barbara Asproni
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Un forte peggioramento è alle porte, tuttavia nonostante la sua marcata intensità, non è anomalo avere durante la primavera momenti piovosi anche consistenti.
Osserviamo la situazione sinottica presente sull'Europa e l'Italia che si presenterà dal 26 maggio al 4 giugno.
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