Qualcuno di voi coltiva una vaga paura su quello che potrebbe succedere nel 2012? Sappia che in fondo è in buona compagnia. Di persone che si sono preoccupate di ipotetiche fini del mondo solo negli ultimi cento anni, ce ne sono state parecchie. Curiosamente, con il crescere delle conoscenze scientifiche queste paure non si sono ridimensionate, tutt'altro: la scienza ci offre ogni giorno un quadro sempre più imprevedibile della natura, e poiché si teme soprattutto quello che non si conosce, ecco che per il 2012 – anno in cui finisce uno dei cicli del calendario dei Maya – si prospettano numerose apocalissi provenienti dallo spazio.
I "profeti" del 2012 sono parecchi, ma non hanno una teoria condivisa. L'unica cosa su cui concordano è la data: entro il 21 dicembre 2012 (giorno del solstizio d'inverno), cioè tra un anno esatto, avverrà un grande cambiamento cosmico. Se sia o meno catastrofico, su questo non c'è uniformità di vedute, anche se le tesi apocalittiche prevalgono. Fatto sta che quel giorno terminerà uno dei cicli del Lungo Computo dei Maya, iniziato nel 3114 a.C. Se gli antichi Maya fossero ancora qui tra noi, si limiterebbero a voltare pagina e a prepararsi a un nuovo ciclo; ma invece la data è diventata da qualche anno un leit-motiv apocalittico come già altre in precedenza, tra cui quella del 2000. E poiché i Maya avevano fama di essere grandi astronomi, la catastrofe che incombe su di noi non potrà che provenire dal cielo.
Vediamo allora insieme quali sono le opzioni e cosa ci dice la scienza. Nell'ottobre scorso una piccola cometa scoperta da un astronomo russo nel dicembre 2010, e battezzata "Elenin" dal nome del suo scopritore, sarebbe giunta al perielio, il punto più vicino al Sole della sua lunga orbita aperiodica. Nonostante in quella data la sua distanza dalla Terra sarebbe stata poco meno di quella di Venere, i catastrofisti di mezzo mondo avevano previsto disastri di varia natura: allineamenti capaci di provocare terremoti, o deviazioni dell'orbita tali da portare la cometa in rotta di collisione verso la Terra. Non è accaduto nulla di tutto ciò, anzi: alla fine di agosto la cometa fu colpita da un'espulsione di massa coronale del Sole e di essa non rimasero che insignificanti frammenti. La cometa Elenin si è letteralmente sciolta e ha cessato di esistere. Analogamente, la possibilità che una cometa o anche un grosso pianeta possano provocare terremoti sulla Terra in particolari condizioni ignora il fatto che l'influenza gravitazionale di questi corpi – peraltro insignificante – non ha nessun effetto sui moti interni del nostro pianeta. I terremoti, infatti, non sono fenomeni come le maree, che risentono dell'influenza gravitazionale della Luna, ma derivano da moti convettivi interni al mantello terrestre. L'influenza della Luna, peraltro, deriva dalla sua vicinanza: e siccome la legge di gravitazione di Newton suppone che la forza gravitazionale di un corpo diminuisca proporzionalmente al quadrato della distanza, è chiaro che i pianeti del nostro sistema solare non hanno nessun effetto sulla Terra. Figuriamoci una piccola cometa di pochi chilometri di diametro. Difatti, un fisico della NASA, Don Yeoman, liquidò le preoccupazioni con una celebre battuta: "Ha più influenza gravitazionale la mia automobile sulle maree della Terra che la cometa Elenin".
Ma i timori nei riguardi di quella cometa sono legati anche a un'altra teoria, secondo la quale Elenin non sarebbe che il preludio a una grande doccia di comete e meteoriti dirette verso la Terra, attirate nel nostro sistema solare dall'attrazione di un enorme corpo celeste in rapido avvicinamento. Questo corpo è stato battezzato Nibiru, in virtù del fatto che i sumeri così chiamavano la stella del dio Marduk: in realtà, secondo il fanta-archeologo Zecharia Sitchin, Nibiru sarebbe un pianeta sul quale vivrebbero potentissimi alieni, gli Anunnaki, venerati dalle civiltà babilonesi. Questo pianeta avrebbe un'orbita estremamente eccentrica, che lo porterebbe a tornare in vista della Terra ogni 3600 anni circa. Per quanto Sitchin non abbia mai fatto nessun collegamento tra Nibiru e il 2012, la sua teoria è stata pane per i denti dei catastrofisti, i quali hanno sostenuto l'ipotesi che ogni passaggio di Niburu nel nostro sistema solare sarebbe foriero di catastrofi. Il pianeta – secondo altri una nana bruna, cioè una stella mancata, un gigante gassoso più grosso di Giove, come tale pertanto invivibile (ma questo i catastrofisti, a digiuno di astronomia, lo ignorano) – interferirebbe con le comete della nube di Oort e con gli asteroidi della fascia tra Marte e Giove, proiettandoli verso l'interno del sistema solare. La conseguenza sarebbe un bombardamento catastrofico, che però non è finora mai stato registrato in epoche storiche. C'è da dire che se un simile pianeta fosse davvero in rotta di avvicinamento, i telescopi astronomici sarebbero riusciti a osservarlo già da tempo. Cosa che non è avvenuta. Quindi rimettiamo le paure nel cassetto, il 2012 scorrerà tranquillo almeno dal punto di vista astronomico.
fonte articoli: http://www.fanpage.it
A cura di Memola Teresa
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