Sarà osservabile ad occhio nudo e mostrerà due code. Ora appare come un batuffolo luminoso visibile solo con strumenti ottici ma la nuova cometa si sta avvicinando molto rapidamente alla Terra: lo spettacolo è alle porte.
Si tratta della cometa C/2007 N3 (Lulin), scoperta l'11 luglio 2007 dall'astronomo cinese Quanzhi Ye che la notò in 3 immagini ottenute in una scansione automatica dell'osservatorio di Lulin, a Taiwan. Inizialmente, ancora molto lontana e poco visibile (magnitudine 18,9), fu scambiata per un asteroide. Ma pochi giorni dopo in California si notò che l'oggetto aveva un nucleo luminoso centrale: si trattava di una cometa. Recentemente la sua maggiore vicinanza alla Terra ha reso osservabile anche la presenza di una coda luminosa (di gas e particelle) e di una più debole «anti-coda» con verso opposto.
La caratteristica più interessante di questa cometa è la sua orbita. Percorrendo una traiettoria parabolica, Lulin è la prima volta, e probabilmente anche l'ultima, che fa visita al Sistema Solare. Inoltre, muovendosi con velocità opposta a quella dei pianeti (compresa la Terra), la velocità apparente della cometa risulta essere molto elevata. Questa caratteristica è piuttosto insolita, tant'è che utilizzando un semplice binocolo o un cannocchiale, sarà possibile apprezzare visivamente il movimento apparente della cometa.
Quando e dove dobbiamo guardare quindi? Il giorno di massima visibilità sarà il 24 febbraio, quando Lulin passerà alla minore distanza dalla Terra (0,41 unità astronomiche). Allora dovrebbe essere abbastanza luminosa da raggiungere la 4a magnitudine, e quindi ben visibile anche ad occhio nudo (le stelle osservabili ad occhio nudo hanno magnitudine da 6 in giù). Lo spettacolo durerà fino ai primi di marzo e sarà osservabile, alla sera, tra le stelle delle costellazioni della Bilancia, della Vergine ed, infine, del Leone. Nonostante le comete possano sempre riservare sorprese, le premesse per un bello spettacolo sono assicurate.
L'evento non si ripeterà, non perdiamolo! Meteo permettendo…
A cura di Giovanni De Franceschi
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