20 anni di lavoro, 6 miliardi di euro, una circonferenza di 27 km costruita sotto Ginevra e il magnete più grande del mondo, alto come un palazzo di cinque piani. Scopo: riprodurre il Bosone di Higgs, la "particella di Dio".
Il 10 settembre gli scienziati del CERN (Centro Europeo di Ricerca Nucleare) hanno avviato per la prima volta il Large Hadron Collider, la più grande macchina mai costruita dall'uomo. Si è trattato di un esperimento senza precedenti per temperature, velocità e potenze sviluppate. Molti scienziati sostengono addirittura che l'esperimento avrebbe potuto creare un buco nero in grado di inghiottire la Terra. A posteriori per fortuna possiamo dire che il pericolo è sventato. Ma per capire quello che abbiamo rischiato e le potenzialità che possiede questa macchina proviamo a spiegarne il funzionamento. L'LHC è un immenso tunnel circolare a 50 metri di profondità. Al suo interno il super elettromagnete, il "Compact Muon Solenoid", è in grado di generare un campo 100.000 volte superiore a quello terrestre. Per garantire la superconduttività degli avvolgimenti elettrici del magnete è necessario però mantenere la temperatura dell'ambiente a -271°C, quasi prossima allo zero assoluto. L'elevatissimo campo magnetico così generato è in grado di accelerare particelle (protoni) fino all'incredibile velocità pari al 99,999991% la velocità della luce. Si accelerano a questa velocità due fasci di particelle all'interno dell'anello: un fascio gira in un senso, l'antro nel senso opposto fino ad ottenere una violentissima collisione in cui si liberano energie mai registrate sulla Terra. Quel che si vorrebbe ottenere è il Bosone di Higgs, una ipotetica particella elementare ottenuta dalla disgregazione della materia. La stessa che si pensa generò l'universo negli istanti successivi al Big Bang.
Fantastico, peccato che ora la macchina sia rotta. Purtroppo è così. Gli esperimenti del 10 settembre non hanno ricreato il bosone ma non sono stati deludenti: la macchina ha funzionato perfettamente e sono state registrate interessanti collisioni. Come primo esperimento non è andato male. Tuttavia pochi giorni dopo, una connessione elettrica difettosa tra due magneti ha rovinato la festa. Solo per riportare il tunnel a temperatura ambiente occorrono due settimane, dopodiché si potrà intervenire e risolvere il guasto. A quel punto però dovrà essere avviata la manutenzione obbligatoria invernale. Quindi di Big Bang e bosoni si potrà riparlare solo in primavera, quando il gigantesco anello verrà rimesso in funzione.
A sancire il periodo sfortunato si aggiunge un attacco di Hacker ai computer dell'LHC. Il 10 settembre, mentre tutti erano concentrati sull'esperimento, alcuni hacker greci sono riusciti ad accedere al server dell'esperimento. Il risultato poteva venire compromesso e i danni potevano ammontare a milioni di euro. Per fortuna le intenzioni non erano malvagie: gli hacker si sono limitati a sostituire la home page pubblica con una "personalizzata". Nella nuova pagina sotto al titolo GST (Greek Security Team) gli incursori dichiaravano di non avere intenzione di danneggiare i dati ma solo ricordare agli scienziati di "non combinare pasticci", e mostrare le lacune nella sicurezza del centro di ricerca nucleare europeo.
Le potenzialità di questa macchina sono elevatissime, e se la sfortuna abbandonerà il laboratorio di Ginevra probabilmente si potranno ottenere ottimi risultati e giungere a scoperte sbalorditive. Bisogna solo avere pazienza.
A cura di Giovanni De Franceschi
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