La scoperta della parziale distruzione dello strato di ozono, nel 1974 da parte di alcuni ricercatori statunitensi fu una sorpresa. Lo strato di questo gas che circonda il nostro pianeta nell'alta stratosfera è di vitale importanza anche per la sopravvivenza dei vegetali e animali, oltre all'essere umano. L'ozono è un ossigeno triatomico, cioè gli atomi sono 3 e non 2 come quello che respiriamo (ossigeno 02, ozono 03).La sua scomparsa ci costringerebbe a vivere rintanati nel sottosuolo come talpe e la terra ritornerebbe alle sue primarie origini.Questo gas nel suo delicato equilibrio fa passare una piccola quantità di raggi ultravioletti B, che agiscono come catalizzatori della vitamina D sul nostro corpo, altrimenti una dose più alta provocherebbe vari tumori alla pelle. Nel 2006 è stato battuto il record di estensione del buco dell' ozono calcolato a circa 29 milioni di km,questo alla fine dell' inverno Australe. I maggiori indiziati dell' assottigliamento dell' ozono sono i clorofluoroicarburi (CFC).
Queste molecole volatili sono emesse da frigoriferi, climatizzatori, ecc ,ecc, possono arrivare ad un altezza che varia dai 15 km ai 40 km; qui sottoposto all' azione del sole il cloro dei CFC si libera e distrugge l' ozono, nel contempo contribuisce anche all' aumento
dell' effetto serra di origine antropica. Per fortuna in tempi relativamente brevi si è corsi al riparo, grazie al protocollo di Montreal con il quale le sostanze ritenute dannose sono state messe al bando nel 1989. L' effetto distruttivo però perdurerà ancora per diversi decenni , dato che si stima che prima del 2060 non si potrà tornare alla normalità. Nel 2006 un rapporto del (WMO)organizzazione meteorologica mondiale conferma la correlazione tra diminuzione di CFC e parziale ricostruzione dell' ozono. Gli ultimi dati del 2008 però dimostrano che sono stati fatti dei passi indietro, visto che nel 2007 il buco era sceso a 26 milioni, nell' anno appena trascorso è aumentato a 28 milioni. Insomma sembra un tira e molla , la strada è ancora lunga per la definitiva chiusura del buco.
Questa distruzione avviene in maniera maggiore sui cieli dell' Antartico dove le temperature sono molto basse, si pensi che nel settembre del 2006, fine dell' inverno Australe, le temperature erano più basse di 5° rispetto la media. Tutto questo con un meccanismo oramai noto, causa un riscaldamento dei bassi strati dell' atmosfera dovuto ai gas serra e un raffreddamento della stratosfera che a sua volta va ad impoverire lo strato di ozono.
A cura di Mauro Venturelli
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