Già dalla serata si affaccerà un attivo fronte freddo di matrice atlantica che provocherà un peggioramento del tempo principalmente al NE e sulle regioni Adriatiche. L'evoluzione vede l'arivo di una saccatura fredda di matrice polare marittima, il cui nocciolo passerà oltralpe ma l'aria fredda riuscirà ad entrare sulle nostre regioni. Dapprima vremo il passaggio di un fronte temporalesci che dalla Lombardia di sposterà verso il Trivento tra martedì notte e la mattina di mercoledì. Dato l'ingresso di aria fredda e secca in quota non sono esclusi fenomeni temporaleschi intensi associati a grandinate. Mercoledì la saccatura si sposterà verso Levante ed il fronte temporalesco scivolerà lungo le Adriatiche. La subitanea rimonta dell'anticiclone delle Azzorre l'inserimento di secche ma più fredde correnti settentrionali, sotto forma di venti di foehn al NW e di Maestrale sui bacini di Ponente. L'aria fredda darà origine ad un minimo di bassa pressione nei bassi strati poco pronunciato ma assai attivo, in grado di prolungare la fase instabile sulle regioni centrali con tempoarali pomeridiani a tratti intensi. L'aria fredda provocherà di conseguenza un calo delle temperature di parecchi gradi, con campo termico che si riporterà nella norma, Il calo sarà consistente specie in quota, con la neve che potrebbe localmente sulle zone alpine scendere al di sotto dei 2000mt. Insomma sarà il classico fronte freddo, quelli che una volta, ma ma mica tanto tempo fa, faceva subito dopo ferragosto, ed indicavano la decadenza della stagione estiva. Tuttavia nella seconda parte delle prossima settimana una nuova saccatura andrà in cut-off nei pressi dell'Atlantico portoghese, provocando la rimonta dell'anticiclone sub-tropicale africano sull'Europa Occidentale, la quale in concomitanza col prossimo fine settimana potrebbe aprire una nuova fase calda dai connotati estivi.
29/8/12 - L' Alta pressione delle Azzorre porta l'ultimo caldo dell'estate
Da venerdì sull'Italia con l'arrivo dell'alta pressione delle Azzorre ci sarà un netto miglioramento che porterà con se anche un po' d'aria più mite tropicale-oceanica, con le temperature massime che torneranno ad alzarsi fino a sfiorare i 30°, regalando un fine settimana dal sapore tardo-estivo adatto per le ultime gite e scampagnate fuori porta. La fase di bel tempo potrebbe durare fino al giro di boa mensile.
L'ondata di mal tempo che ha raggiunto il Mediterraneo centrale e l'Italia, prodotto da un vortice mediterraneo, chiamato "Christina", che ha causato tempo fortemente instabile, con copiose piogge e intense temporali, con celle convettive auto-rigeneranti e nubifragi, è in via di colmamento e si muoverà pian piano verso est, lasciando il posto libero all'anticiclone che porterà belle condizioni climatiche fino nel prossimo weekend. Ma prima che finisca la sua energica vita, innescherà un'altra giornata con insistente mal tempo sul nord della Sardegna, sul versante medio-basso Adriatico, Marche, Abruzzo e Molise e sulle regioni meridionali Italiane, la Campania, la Calabria, e la Puglia.
ARTICOLO DEL 29/08
Questa molto probabilmente sarà la volta buona, per la fine della lunga e calda estate 2012. Ciò non vorrà certamente dire che sprofondiamo nell'autunno più profondo, ci sarà spazio ancora per belle e tiepide, ma anche un po' calde, giornate dalla caratteristiche simil estive, ma il grande caldo non ritornerà. Le dinamiche che porteranno l'ingresso franco di una perturbazione sul Mediterraneo dopo 40 giorni esatti senza alcuna precipitazioni, vedrà uno scatto verso Levante dell'Alta pressione delle Azzorre. Come è risaputo essa fa il bello e brutto tempo sull'Europa, questa volta porterà i suoi massimi sul golfo di Biscaglia ergendosi decisa verso le Isole Britanniche, spodestando l'area depressionaria che per tutta la stagione estiva ha gravitato nei pressi dell'UK, sollevando verso le nostre regioni il caldo alito dell'anticiclone sub-tropicale africano. Questa mossa permetterà l'affondo di una saccatura di aria fredda di natura polare-marittima verso il Mediterraneo. L'onda baroclina è molto ben strutturata a tutte le quote e l'affondo giungerà sino all'area corso-sarda. Andando con ordine, nella giornata di domani giovedì l'Italia verrà a trovarsi sul ramo ascendente dell'onda perturbata. Le correnti ruoteranno da SW a tutte le quote, assumendo una curvatura spiccatamente ciclonica sulle regioni centro-settentrionali mentre al meridione la curvatura sarà ancora anticiclonica, per queste queste regioni rimarranno ai margini del peggioramento in questa prima fase. Il tempo quindi vedrà il Nord-Italia alle prese con nuvolosità in netto aumento, con instabilità ancora però di natura prettamente condizionale, cioè i temporali si formeranno per sollevamento forzato della massa d'aria promosso dallo sbarramento offerto dalla fascia prealpina e alpina al flusso SW. Tali flussi saranno accompagnati da un'avvezione igrometrica che avrà il merito di umidificare la colonna, con un conseguente aumento dei parametri instabili come temperature potenziale equivalente (Theta a 850 hPa arriverà a 64°C) e dell'acqua precipitabile, indice di una massa d'aria potenzialmente molto instabile. In serata avremo lo split della saccatura verso Levante, accompagnato dall'ingresso di un nocciolo molto freddo in quota (-22°C a 500 hPa) come si può vedere dalla prima immagine. Si verrà quindi a strutturare un importante gradiente termo-igrometrico verticale che farà da trigger per la formazione di una linea di frontegenesi temporalesca in spostamento da WSW verso ENE dal Basso Piemonte, attraversando la Lombardia, passando per l'Emilia e giungendo molto potente nel Triveneto. Naturalmente vi saranno fenomeni di forte intensità con temporali associati a forti raffiche di vento, basso invece il rischio di grandine ma non escluso. Un'altra area a rischio di fenomeni intensi è la zone compresa tra la riviera Ligure e l'Arcipelago Toscano. Quest'area si troverà proprio sulla "punta" della saccatura cioè l'area dove le correnti assumono una curvatura ciclonica più spiccata, con la genesi di un importante shear direzionale lungo tutta la colonna. Tuttavia il pericolo non è solo di natura dinamica ma anche termica. Infatti le temperature superficiali marittime sono molto elevate infatti i valori di CAPE fino a 2700 J/kg (Convective Available Potential Energy) indicano una gran quantità di energia sotto forma di calore disponibile a supporto di una forte convezione temporalesca tra Ligure ed Alto Tirreno, con la formazione di "temporaloni" marittimi di tipo MCS (struttura mesociclonica).
Analisi modelli meteo
In seguito l'evoluzione più probabile è quello del cut-off depressionario infatti tutti i tre principali GM (GFS, UKMO, ECMWF), convergono verso tale soluzione, anche se, come è normale che sia fino a poche ore dall'evento c'è ancora un po' di discordanza sull'esatta collocazione del minimo depressionario. Il transito del nucleo di aria fredda in quota sarà accompagnato dall'ingresso del Jet Streak della Corrente a Getto, in tal modo si avrà una netta divergenza in quota con un forte risucchio di aria caldo-umida dal basso, e la conseguente formazione di una struttura depressionaria baroclina tra Mar Ligure ed Alto Tirreno. Essa comporterà una rotazione delle correnti da SE nei bassi strati con una curvatura nettamente ciclonica che garantirà una prosecuzione della fase di maltempo fino a sabato. In particolare venerdì verrà raggiunto nei pressi del Ligure il cosiddetto punto triplo. L'avvezione caldo umida si sconterà con l'aria fredda in ingresso dalla valle del Rodano, (come testimonia la netta avvezione di Theta molto basse indice di una massa d'aria secca e stabile, quindi fredda) dando vita all'occlusione frontale, momento in cui la depressione è nel suo massimo. Per questo verrà a strutturarsi un fronte occluso dispenserà piogge, rovesci e temporale dalla Puglia sino al Piemonte. Le zone più colpite saranno quelle soggette all'effetto stau sotto tali correnti: l'alto Veneto e l'Emilia-Romagna, buona notizia quindi per questa regione che più di tutte in Italia sta soffrendo una grave crisi idrica. Il tempo permarrà molto instabile anche per tutto il fine settimana, infatti tra sabato e domenica tutta l'Italia si troverà in balia della goccia fredda con un coinvolgimento dei rovesci e temporali anche del centro-sud. Naturalmente le temperature subiranno un autentico tracollo specie nei valori massimi i quali nelle aree sotto rovesci e temporali si aggireranno addirittura intorno ai 20°C, insomma una vera e propria profonda crisi dell'estate, che avviene proprio in concomitanza dell'ingresso dell'autunno meteorologico (1° settembre). In seguito la rimonta anticlonica strozzerà la depressione la quale, non essendo più alimentata dall'aria fredda in quota, si trasformerà in cut-off che gradualmente scivolerò verso Sud, garantendo una razione di piogge anche su queste regioni. Tal area depressionaria italica sarà una struttura dura a morire in quanto il mare molto caldo le fornirà energia sufficiente per mantenerla in vita a lungo garantendo una prosecuzione dell'instabilità fino al 5-6 settembre, con una fase di forte maltempo al sud tra il 4-5 settembre. Nella speranza che non vi siano danni per i nubifragi previsti e che non piova tantissimo in brevi lassi di tempo (questo fa più male che bene poiché i terreni inariditi favoriscono il ruscellamento), accogliamo queste benefiche piogge per la nostra assetata nazione, l'estate è finita ce la siamo goduta (fin troppo) ora spazio alla nuova stagione.
A cura di Ascanio Luigi Scambiati
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Ma subito dopo cambieranno radicalmente le condizioni meteorologiche con un intenso peggioramento sulle regioni centro settentrionale, iniziando una lunga fase di maltempo. Il quadro sinottico si caratterizzerà dall' arrivo di una
In quest'ultimo periodo il ripetersi di alluvioni e frane ha fatto chiaramente capire che non siamo di fronte a eventi eccezionali ma a uno stato di conclamato dissesto idraulico e geologico di una parte consistente del territorio italiano. Sono stati stanziati per questo motivo 380mila euro dalla Protezione Civile...