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» Situazione Meteo Generale

3/8/12 - Solleone e gran caldo domineranno fino al giro di boa mensile

La prima parte del mese di agosto sarà completamente dominata dall'anticiclone sub-tropicale africano che arrecherà grande caldo specie al centro-sud Analisi modelli meteo

Il mese di agosto 2012 è esordito con una nuova rimonta anticiclonica sub-tropicale africana verso il Mediterraneo Centrale. La disposizione delle principali figure bariche sullo scacchiere euro-atlantico vede un'Europa divisa in due longitudinalmente con il Nord del Continente dominato da una situazione più autunnale che estiva e tutta l'Europa Mediterranea e Balcanica alle prese con un dominio semi-permanente anticiclonico alimentato da masse d'aria di estrazione tropicale-continentale. L'alta pressione delle Azzorre, che dovrebbe fare, nel vero senso della parola "il bello ed il cattivo tempo" sull'Europa se ne rimane defilata in pieno oceano, mentre ad W dell'Irlanda è presente un profondo centro di bassa pressione, che continua a sospingere verso le Isole Britanniche e su tutta l'Europa Settentrionale fronti piovosi, le cui code sfiorano l'arco alpino senza oltrepassarlo, in quanto su tutto il bacino del mediterraneo è presente, e sarà presente anche per i prossimi giorni, un promontorio dinamico di matrice sub-tropicale continentale. Tale disposizione sinottica, che perdura da metà giugno, ha dato vita ad una situazione da "ring blocking" dovuta ad una fase pronunciata di EA++, che vede appunto anomalie geopotenziali negative sull'Europa NW, e positive invece sulla parte SW del Continente. A partire dall'inizio della prossima settimana si avrà un approfondimento ulteriore della lacuna barica da W dell'Irlanda, con una sua parziale distensione tramite la classica onda baroclina, verso l'Atlantico Portoghese. Tale mossa enfatizzerà la rimonta anticiclonica sub-tropicale sul Mediterraneo con un quasi isolamento di una cellula altopressoria tra le coste nord-africana e la Sardegna che raggiungerà il ragguardevole valore di 598 dam a 500 hPa e il valicamento da parte della cresta anticiclonica della catena alpina, con una notevole ondata di calore che investirà anche i paesi oltralpe di Svizzera, Austria, Baviera, ma saranno soprattutto la Francia e la Spagna a soffrire in quanto i paesi più direttamente colpiti, nonché tutti i paesi balcanici.Il core anticiclonico verrà alimentato da masse d'aria molto calda di pura estrazione tropicale-continentale, con isoterme che tra domenica 5 agosto e giovedì 11 agosto, toccheranno i +25°C sulla Sardegna, mentre la +20°C arriverà a lambire l'arco alpino. Una ingerenza così pronunciata dell'anticiclone africano verso le nostre regioni non è solo dovuta alla presenza dell'area depressionaria in area inglese, ma anche ad un anomalo posizionamento dell'ITCZ. L'ITCZ è una linea immaginaria che segna il confine tra il Monsone, attivo nell'Africa sub-sahariana e gli anticicloni permanente sub-tropicali. Quest'anno un monsone particolarmente attivo nell'area del Golfo di Guinea ha provocato un innalzamento pronunciato dell'ITCZ sul lato occidentale, con un conseguente spostamento verso Nord dell'anticiclone sub-tropicale, che trova terreno fertile per attecchire proprio sul Mediterraneo: ecco il motivo di questa anomalia termo-barica positiva così pronunciata in sede Mediterranea. In particolare il periodo prima del giro di boa mensile vedrà due importanti ondata di caldo: la prima quella meno intensa è già in atto, il cui picco sarà al centro-nord nella giornata di domenica con punte 34-35°C, mentre al sud sarà lunedì 6 agosto (prima immagine) con punte anche di 39-41°C su Sicilia, Lucania e Puglia, velori bissati anche martedì, mentre il Nord Italia sarà alla prese con un debole passaggio temporalesco sulle zone alpine e prealpine ed una lieve flessione termica

Analisi modelli meteo

Dopo un breve allentamento mercoledì, da giovedì avremo una nuova intensa avvezione calda che colpirà tutte le regioni ma in misura maggiore le regioni centro-meridionali. Il picco sarà tra il 9-12 agosto (seconda immagine), in particolare le giornate più critiche saranno il 10 e l'11 quando l'isoterma +25°C raggiungerà la Sardegna, la +23°C la Sicilia e la +22°C arriverà ad interesserà l'Italia centro-Meridionale spingendosi sino alla Capitale, mentre la +20°C monopolizzerà le regioni settentrionali. Le temperature saranno elevate tra i 34-36°C al Nord ma con punte di 37-38°C sull'Emilia-Romagna, tra i 38-40°C al centro, e tra i 40-42°C al centro-sud, ma le aree notoriamente più calde quali come interne della Puglia, Lucania e zone interne della Sicilia potrebbero registrare anche punte termiche maggiori, specie quelle zone soggette ad effetti favonici con flussi WSW. La regione più colpita però sarà la Sardegna dove non si escludono punte sulle aree interne anche di 44-45°C. Solo tra il 13-15 agosto il caldo sembra mollare la presa per l'inserimento di fresche correnti settentrionali che riusciranno a tamponare l'anticiclone. Insomma estate in grande stile quella che si prospetta sul mese vacanziero per eccellenza. Ciò che si appresterà a vivere l'Italia nei prossimi giorni è un'ondata di caldo davvero molto tosta paragonabile alle più intense avvenute sul nostro Paese, tuttavia paragoni con la tremenda estate 2003 sono quanto mai affrettati. Certo molte zone, in primis centro-sud ed Emilia-Romagna sono molto vicine sia dal punto di vista termico sia da quello pluviometrico a quella tremenda stagione, anche se in quell'anno, l'anticiclone africano dominò da maggio a settembre su tutte le regioni in modo più continuativo ed intenso rispetto a quest'anno, tuttavia, dando uno sguardo nel lungo termine delle varia corse modellistiche, l'estate 2012 potrebbe essere annoverata tra le più calde del secolo. Inoltre il tutto è aggravato da una grave crisi idrica che sta investendo buona parte del Paese, con una siccità grave conclamata su alcune regioni in particolare sull'Emilia-Romagna, la regione che versa nelle condizioni più gravi, la Toscana ed il NE, ma in generale su tutto il Nord-Italia le piogge sono state veramente scarse negli ultimi 2 mesi, come testimonia il livello molto basso del fiume Po, che ha dimezzato la sua portata.


A cura di Ascanio Luigi Scambiati




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