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» Situazione Meteo Generale

26/2/12 - Piogge e rovesci

Dopo un inizio primaverile ecco ancora il freddo. Analisi modelli meteo

In questi giorni stiamo assistendo ad un sensibile e marcato calo delle temperature, con la quota neve che tenderà ad abbassarsi ulteriormente nelle prossime ore, portandosi in serata fin verso i 200mt. Per questo tra la tarda notte di ieri e questa mattina alcune zone del Basso Piemonte, in particolare Cuneese ed Alessandrino potrebbero ritornare a vedere le neve, ma fiocchi potrebbero cadere anche su Pavese ed Piacentino nonchè le aree appenniniche dell'Emilia. Martedì il minimo di bassa pressione lo ritroveremo sull'Arcipelago Toscana, con il maltempo che si estenderà anche al NE e parte delle regioni centrali, in particolare Toscana e Marche. Dal pomeriggio si faranno strada i rasserenamenti, al NW grazie anche all'inserimento di secche correnti orientali, richiamate dallo spostamento verso SW del minimo di bassa pressione, tuttavia si farà sentire l'effetto dell'aria fredda, con temperature in ulteriore calo ed il ritorno, nella successiva notte di gelate al centro-nord. Mercoledì il minimo di bassa pressione si spostarà verso sud, indebolendosi e nel suo spostamento seguiterà a richiamare un po' di aria fredda dai Balcani, con le temperature che si manteranno sotto le medie. Giovedì invece un nuovo nucleo di aria fredda polare-marittima affonderà verso sud tantando di percorrere la strada del precedente, tuttavia la spallata dell'alta pressione delle Azzorre, innescherà venti di Foehn al NW. Tuttavia affluirà aria fredda che darà vita ad un piccola ma insidiosa area di bassa pressione sull'Alto Tirreno con fenomeni che intereseranno le regioni Tirreniche, ma soprattutto vi sarà un nuovo nucleo ingresso di aria fredda, che andrà a consolidare il calo delle temperature.


Articolo del 1 marzo 2012
Dopo la grande ondata di gelo della prima parte del mese di febbraio, nel corso del fine settimana è esplosa la Primavera. Ma come mai un'inversione così netta? Il tutto va ricercato nella dislocazione del Vortice Polare. Infatti dopo essersi fortemente indebolito a causa delle pulsazioni calde partite verso il Polo Nord, dirette responsabili delle retrogressioni gelide, ora il Vortice Polare si è ricompattato, permettendo il rafforzamento della alte pressione alle medie latitudini. Nel corso del fine settimana abbiamo assistito ad una prima pulsazione dell'alta pressione delle Azzorre verso l'Europa Occidentale, con afflusso di aria più calda tropicale-marittima responsabile del tepore dei giorni scorsi. Tuttavia una saccatura artico-marittima, con target Balcani, ha sfiorato l'Italia apportando un peggioramento del tempo (denotata da instabilità più che da condizioni perturbate) sui versanti di Levente ed un generale calo termico. Tuttavia questo decremento delle temperature è solo momentaneo. Infatti a partire da mercoledì l'alta pressione tornerà in auge in modo prepotente. Ecco come. Essa inizierà ad espandersi sull'Italia già domani, tuttavia la presenza della saccatura sui Balcani frenerà l'ulteriore incedere verso Est dell'onda alto pressoria. Nel contempo però si rafforzerà il Lobo Atlantico-Canadese del Vortice Polare, che irrobustirà ulteriormente l'alta pressione sul Continente Europeo. In tal modo l'anticiclone rimarrà incastonato tra le due onde di Rossby, configurando il classico Omega-Blocking, dislocazione barica denotata da una certa persistenza. Infatti l'atmosfera è un sistema termodinamico chiuso che tende all'equilibrio e tale configurazione è quella che richiede un minor dispendio di energia, per questo per dirla in soldoni all'atmosfera va molto bene. L'alta pressione si avvarrà specie tra mercoledì e Venerdì di un contributo di aria decisamente più mite di estrazione tropicale-marittima, con le isoterme che a 850 hPa raggiungeranno i +5/+8°C. Le regioni che più saranno penalizzate da questo marcato rialzo termico saranno quelle Settentrionali, dove vi sarà un duplice effetto di riscaldamento. L'anticiclone collocherà il suo core tra Francia e regno Unito, in tal modo il Nord Italia verrà a trovarsi sul ramo discendete del nocciolo alto pressorio, come mostra la prima carta.

Analisi modelli meteo

Le correnti avranno una direttrice quindi NW, in grado di arrecare dei moderati effetti favonici al NW. La massa d'aria, già calda in partenza per la sua estrazione, subirà un ulteriore riscaldamento per compressione adiabatica durante l'azione catabatica lungo il versante sottovento alle Alpi, raggiungendo la Pianura Padana ulteriormente riscaldata. Dalla carta accanto si può vedere come a 850 hPa, si raggiungeranno i +8°C proprio sul Nord Italia, mentre al suolo non si escludono valori anche di 21/23°C, cioè 14°C oltre la norma del periodo. Inoltre con il passare dei giorni si avrà un progressivo aumento dei geopotenziali in quota, con il trasferimento del core pressorio sul Nord Italia nella giornata di venerdì. Questa andrà a accentuare l'azione di subsidenza della massa d'aria, che verrà schiacciata verso il basso, subendo anche in questo caso una compressione adiabatica, o sei i geopotenziali sono molto elevati anche superadiabatica, con l'ulteriore riscaldamento della massa d'aria. Insomma una serie di fattori faranno trionfare la primavera al Nord Italia e buona parte delle regioni Centrali. Il sud invece risentirà degli spifferi freddi della saccatura artica in azione sui Balcani. Ancora per una settimana quindi proseguirà la totale assenza di precipitazioni sulle regini settentrionali e la Toscana, regioni che versano in una grave crisi idrica, infatti le precipitazioni negli ultimi tre mesi sono state veramente scarse se non nulle, con le Alpi risultano per gran parte brulle e senza neve. Ma sarà veramente questa la fine dell'inverno? Dai Long Forecast non arrivano segnali che propendono a favore di un proseguo primaverile, anzi, molto sono i segnali per un probabile ritorno (in grande stile, forse) dell'inverno alla fine della prima decade di marzo. Quindi bisognerà aspettare di certo a decretare inverno finito.


A cura di Ascanio Luigi Scambiati




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