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15/1/12 - Fenomeni di gennaio, galaverna e inversioni termiche

L'avvezione fredda che interesserà l'Italia Analisi modelli meteo

L'inversione termica è uno dei fenomeni abbastanza frequenti in questo periodo dell'anno, mentre ovunque sia nelle grandi città che nelle zone limitrofe osserviamo le gelate invernali, la classica galaverna. Ossia quelle minuscole goccioline che formano la nebbia si mantengono allo stato liquido anche se la temperatura dell''aria risulta negativa. Quando queste goccioline vengono a contatto con i rami degli alberi, che presentano anch''essi temperatura negativa, si ha il loro congelamento, ed ecco così che possiamo notare quei soffici fili di luce che avvolgono le piante in questo periodo.
In questi giorni L'avvezione fredda che interesserà l'Italia non avrà nulla di eccezionale ma sarà solo una normale irruzione fredda tipica del mese di gennaio con i relativi fenomeni di gelate in Valpadana, dove le temperature continueranno a permanere rigide. Infatti l'aumento dei geopotenziali in quota favorirà un rinforzo dell'inversione termica.

Analisi modelli meteo

Cerchiamo di capire meglio questo particolare fenomeno atmosferico e meteorologico.
Normalmente, all'aumentare della quota altimetrica la temperatura dell'aria diminuisce, perché, al contatto con il suolo l'aria si riscalda e tende a diminuire il suo peso specifico e ad alzarsi.
Questo ha come risultato che una volta riscaldata e salita di quota - l'aria è sottoposta a una pressione inferiore, essa pertanto si espande e si raffredda nuovamente. La temperatura del suolo e quella dell'aria sono dunque in ogni caso strettamente legate.
Durante un'inversione termica accade il fenomeno opposto: salendo, l'aria si riscalda, invece di raffreddarsi. Ciò può accadere sia in quota che al suolo.
L'inversione termica genera aria è fortemente stabile, quindi blocca ogni rimescolamento verticale.
Durante le notti serene e con assenza di vento a causa della rapida perdita di calore degli strati prossimi al suolo si forma un cuscinetto di aria gelida a basse quote. Durante il giorno i raggi solari non riescono tuttavia a riscaldare il suolo sia per la loro ridotta inclinazione sia per la corta durata delle giornate, sia infine spesso a causa della neve che riflette la luce (fenomeno detto "albedo"), l'aria a contatto con il terreno si raffredda dunque molto rapidamente, raggiungendo temperature inferiori rispetto agli strati sovrastanti. La temperatura risulta quindi più bassa in pianura che in montagna. Il fenomeno può essere accompagnato dalla formazione di nebbia fitta e persistente o smog nello strato di aria fredda bloccato a basse quote. Quindi, in sostanza, abbiamo potuto capire meglio i fenomeni più frequenti a cui assistiamo in questo periodo dell'anno


A cura di Elena Tosi




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