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19/8/12 - Siccità, è stato di calamità nelle campagne italiane

Quasi tutte le regioni contano i loro danni. Immagine dell'anomalia delle temperature in Europa

Veneto, Emilia Romagna, Abruzzo, Toscana, Molise, Marche, Lazio, Puglia, Campania Sicilia e Sardegna ed anche in tutte le altre regioni, chi più e chi meno tutti sono stati colpiti dai danni provocati dal caldo e dalla siccità. I dati ci pervengono dalla Coldiretti. In Emilia Romagna a soffrire sono stati soprattutto i settori del mais, del pomodoro da industria e il comparto ortofrutticolo secondo quanto emerso nel corso di una apposita riunione della consulta agricola regionale. Il lungo periodo di siccità, iniziato lo scorso novembre, combinato alla alte temperature del clima per periodi prolungati hanno compromesso una parte rilevante delle colture, soprattutto a Nord della via Emilia, in provincia di Ferrara e Bologna, con perdite fino al 100 per cento del raccolto.
A causa della siccità in Veneto sono più di 350mila gli ettari in forte sofferenza, con perdite che vanno dal 20 all'80 per cento della produzione a seconda delle zone e delle colture.
In Piemonte in molti alpeggi delle Province di Cuneo e Torino sono esaurite le risorse foraggere.
In Lombardia i raccolti di mais e pomodoro tagliati di oltre il 20 per cento. Per salvare campi e raccolti - spiega la Coldiretti- gli agricoltori sono costretti a usare a pieno regime le pompe per pescare l'acqua dai canali e irrigare. Rimane sempre molto pesante la situazione idrica sulle isole, dalla Sardegna alla Sicilia.

Immagine dell'anomalia delle precipitazioni in Europa

In Abruzzo soprattutto le coltivazioni del Fucino dove si registra una riduzione dei raccolti per gli ortaggi dove non è stato possibile irrigare con un calo del 30 per cento della produzione di finocchi, radicchi e carote.
In Toscana sono Sessanta milioni la prima stima dei danni provocati da caldo e siccità' stilata dalla Coldiretti e l'arrivo di Caligola rischia di dare il colpo di grazia all'agricoltura toscana. Il 30 per cento del pomodoro, il 50 di mais, girasoli e barbabietola sono già persi ma anche olio e vino stanno soffrendo. Complicata la situazione è' anche nelle stalle: nei pascoli la produzione di foraggere é praticamente azzerata e la mancanza di foraggi freschi ha avuto inevitabili ripercussioni sulla lattazione dei bovini con lo stress che ha già' provocato una diminuzione della produzione di latte intorno al 20 per cento, come per le uova, per non parlare dei costi per l'alimentazione. Gli allevatori sono costretti a utilizzare le scorte invernali.
Anche in Umbria ci potrebbero essere le condizioni per avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità naturale per il settore agricolo a causa della siccità. Sulla base di un primo monitoraggio a livello regionale, il persistente caldo e la prolungata siccità stanno compromettendo i futuri raccolti, non solo delle colture annuali, girasole, mais, fieno, tabacco, ma anche delle colture pluriennali quali vite e olivo. Complicata la situazione nelle stalle e sui pascoli, con ripercussione sui bovini da carne.
In difficoltà' i pascoli per la mancanza di foraggi. Codice rosso per l'agricoltura del Lazio dove in alcune zone come il viterbese ormai non piove da mesi e la prolungata siccità', legata all'arrivo di ripetute ondate di caldo, ha del tutto compromesso le produzioni agricole. A essere colpiti sono castagneti, noccioleti, oliveti, vigneti e ortofrutta, in pericolo ci sono anche gli allevamenti zootecnici, sia bovini che ovini, che per la mancanza di foraggio e per l'afa hanno ridotto drasticamente la produzione di latte bovino e ovino. La siccità rischia di azzerare la produzione di girasoli, mais e foraggio nella provincia di Pesaro. Le alte temperature registrate in provincia a luglio, con le massime superiori anche di 6 gradi rispetto alla media storica, e la scarsissima pioggia caduta hanno portato a un calo della produzione di girasole che va dal 20 al 90 per cento per chi ha seminato tardi, con le piante in fase di crescita che hanno sofferto da subito lo stress idrico. Considerato che nella provincia pesarese se ne raccolgono ogni anno circa 130mila quintali, il danno economico rischia di essere pesantissimo.
Sono 108 i milioni di metri cubi di acqua in meno negli invasi pugliesi all'inizio di agosto 2012, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, una situazione da allarme rosso per le produzioni orticole, frutticole e gli animali. La prolungata e ricorrente siccità mette a rischio gli investimenti avviati per l'annata agraria di ortaggi e frutta.
Oltre a provocare un forte abbattimento del reddito delle imprese agricole determina un'elevata perdita di economia indotta: si registra una diminuzione secca delle giornate lavorative offerte dall'agricoltura, ma anche una decisa contrazione della spesa a monte e a valle del settore primario.
La gravità' e l'estensione del 'fenomeno siccità "obbligano a un approccio straordinario, immediato e strutturale". La siccità preoccupa gli agricoltori della Campania con il caldo torrido e mancanza di acqua che stanno compromettendo prevalentemente il raccolto di centinaia di ettari di terreno coltivato a nocciolo e castagne con danni anche alle coltivazioni di mais, pomodoro e uva e tabacco con danni stimabili in circa 50 milioni di euro dalla Coldiretti.

FONTI: http://www.ilpuntocoldiretti.it http://www.agi.it


A cura di Staff Di Meteowebcam.it




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