Da sempre l'Italia fa i conti con un territorio "fragile": in 50 anni, dal 1960 al 2010, si contano 4.122 morti, 84 dispersi, 2.836 feriti in totale tra frane e inondazioni: è il bilancio di una ricostruzione storica dell'Istituto di ricerca e protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche.
In particolare, dal 1960 al 2010 in Italia le frane del terreno hanno provocato un totale di 3.407 morti, 15 dispersi e 1.927 feriti, contando anche disastri come il Vajont del 9 ottobre 1963 e quello della Val di Stava del 19 luglio 1985; mentre le vittime delle inondazioni sono state 715, i dispersi 69 ed i feriti 909.
Dati alla mano, con la tremenda alluvione lampo che lo scorso martedi ha sommerso di fango, tronchi d'albero e detriti, i paesi delle Cinque Terre, parte dello spezzino e la Lunigiana, molte aree del nostro paese sono state devastate da ben 76 "Flash Flood", ossia temporali autorigeneranti lampo dagli esiti a dir poco devastanti. L'elenco è lunghissimo, ma nessuna regione può restare esente dal rischio idrogeologico, che molto spesso, sia al sud come al nord (dagli Iblei alle Alpi la storia è sempre la stessa anche se sono in pochi ad ammetterlo), viene accresciuto dall'abusivismo edilizio e dalla cementificazione di impluvi e zone limitrofe agli scorrimenti fluviali (letti e foci di bacini idrografici)
Tra le regioni messe in evidenza sicuramente la Liguria è una delle più direttamente esposte alle alluvioni lampo, visto la particolare orografia che degrada rapidamente a mare e la diretta esposizione ai flussi caldi e molto umidi, quindi ricchi di vapore acqueo, di provenienza sciroccale o libecciale. Il primo segnale dell'alluvione che ha colpito la Liguria orientale e l'alta Toscana martedì 25 ottobre è stata una frana che alle ore 13 ha invaso un tratto dell'autostrada A12 tra Carrodano e Borghetto Vara, travolgendo un'autocisterna in transito in quel momento.Le piogge sono durate complessivamente trenta ore: hanno causato frane, smottamenti, inondazioni e crolli. Secondo il bilancio fornito dall'Unità di crisi della prefettura de La Spezia, sono sei i morti accertati finora (giovedì sera) e otto i dispersi. I morti sono tre a Borghetto Vara, uno a Cassana e due ad Aulla. Gli sfollati sono circa 350, ospitati negli edifici comunali e nel palasport di La Spezia. Le abitazioni senza acqua né luce sono duemila. Una prima stima dei danni causati dal nubifragio è di circa 90 milioni di euro.
A cura di Memola Teresa
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Un forte peggioramento è alle porte, tuttavia nonostante la sua marcata intensità, non è anomalo avere durante la primavera momenti piovosi anche consistenti.
Osserviamo la situazione sinottica presente sull'Europa e l'Italia che si presenterà dal 26 maggio al 4 giugno.
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