Prove di primavera ad inizio periodo, terminate con un deciso colpo di coda dell'inverno, che ha portato, grazie all'entrata di aria gelida da nord, nuove nevicate, fino al piano, su Emilia Romagna e Piemonte.
Da Lunedì 1 fino a Mercoledì 3 il tempo su buona parte dell'Italia non ha presentato particolari eventi degni di nota. Il sole ha ricominciato a fare capolino da nord a sud, dopo il passaggio della perturbazione che ha interessato un po' tutte le regione durante lo scorso fine settimana. Le temperature, complice le calde correnti di scirocco richiamate dalla prima citata depressione, hanno subito un notevole incremento. I valori massimi al nord hanno toccato i 14-16°C, mentre al centro-sud si sono sfiorati i 20°C, con punte fino a 24°C nelle zone meridionali della Sicilia. Un inizio di settimana primaverile, che ha fatto sperare nella fine di questo lungo e freddo inverno.
Le speranze sono venute meno già tra le giornate di Mercoledì 3 e Giovedì 4, quando non solo le carte meteo preannunciavano l'arrivo di una nuova perturbazione da ovest, ma sottolineavano la possibilità di un ritorno del freddo e della neve già nel fine settimana. E le carte il più delle volte non mentono! Mercoledì sera un profondo minimo depressorio è andato formandosi al largo delle coste tirreniche, le prime precipitazioni hanno colpito, in maniera minore, le regioni di nord-ovest, per poi estendersi all'Emilia Romagna (la regione più colpita) e al Triveneto. Ecco che gli accumuli sono andati dai 5 mm delle regioni accidentali, fino ai 30 mm delle zone romagnole. La neve, durante la notte tra Mercoledì e Giovedì, ha fatto la sua ricomparsa sull'Appennino settentrionale, a quote via via più basse (attorno ai 1000 mt) grazie alla progressiva entrata di aria più fresca da est.
Tutto ciò e stato solo l'antipasto del ritorno dell'Inverno. Il maltempo si è andato velocemente spostando verso sud, interessando, soprattutto nella giornata di Venerdì 5, le regioni del medio e basso adriatico. I millimetri registrati a fine periodo parlano di 20-30 mm tra Marche, Abruzzo e Puglia, con quota neve in deciso calo fino a 200-400 mt sull'Appennino centrale. Mentre il centro-sud era alle prese con pioggia e neve, le regioni settentrionali e tirreniche hanno assistito alle prime schiarite. Schiarite che al nord hanno portato alle prime gelate marzoline, con valori minimi che hanno toccato i -5°C nelle aree di aperta campagna. Il top del freddo si è però raggiunto nella giornata di Domenica 7, quando un nucleo di aria gelida ha prima spazzato con neve e vento l'Europa centrale, per poi aggirare la catena alpina, richiamata da una profonda depressione a ridosso delle coste africane. Ecco che intensi ammassi nuvolosi hanno cominciato ad addossarsi sulle zone meridionali del Piemonte, dove viste le temperature particolarmente rigide, hanno dato origine a nevicate fino al piano (imbiancate Torino e Cuneo). Stessa situazione in Emilia Romagna, dove però la neve ha fatto la sua comparsa solo sui 200 mt, sommergendo però un po' tutto l''Appennino tosco-emiliano. Decisamente migliore la situazione al centro-sud, dove sì le temperature hanno subito una notevole flessione (fino a 8°C nei valori massimi) ma il tempo si è mantenuto tutto sommato buono. Eccezion fatta per la Sicilia, interessata da intense piogge portate dalla sopra citata depressione al largo delle coste africane.
Temperature settimanali al di sopra della media di 1-3°C sulle regioni centro-meridionali, in linea altrove.
A cura di Gabriele Ferretti
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